TRASPORTO AEREO NEL CAOS, CODACONS: INTOLLERABILE. PASSEGGERI COSTRETTI A ENORMI DISAGI E PERDITE

16 Ottobre 2026

TRASPORTO AEREO NEL CAOS, CODACONS: INTOLLERABILE. PASSEGGERI COSTRETTI A ENORMI DISAGI E PERDITE

PARTE ESPOSTO IN PROCURA PER ACCERTARE RESPONSABILITA’, E’ INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO. EPISODIO CONFERMA FRAGILITA’ DELLA RETE

Quanto accaduto oggi sul fronte del trasporto aereo in Italia è intollerabile, e la vicenda finirà ora al vaglio della magistratura. Lo afferma il Codacons, commentando il caos registrato negli aeroporti italiani a causa di problemi tecnici alla rete di trasmissione dati dei controllori di volo dell’Enav.
Milioni di passeggeri in tutta Italia sono stati costretti oggi a disagi enormi, subendo ritardi e cancellazioni del proprio volo e perdite economiche non indifferenti – spiega l’associazione – Non è la prima volta che nel nostro Paese si registrano simili disservizi, a dimostrazione della fragilità dei sistemi informatici e della rete che regola il traffico aereo.
Proprio nell’interesse dei cittadini danneggiati dal caos scoppiato oggi negli aeroporti italiani abbiamo deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma affinché apra una indagine per la possibile fattispecie di interruzione di pubblico servizio e altri reati che saranno ravvisati dalla magistratura, accertando le responsabilità dell’accaduto – conclude il Codacons.

INFLAZIONE, CODACONS: BATOSTA PER CONSUMATORI. CON TASSO AL 4,2% SPESA SALE DI +1.389 EURO A FAMIGLIA

16 Ottobre 2026

INFLAZIONE, CODACONS: BATOSTA PER CONSUMATORI. CON TASSO AL 4,2% SPESA SALE DI +1.389 EURO A FAMIGLIA

IN ARRIVO STANGATA SU BOLLETTE: SU MERCATO TUTELATO GAS RINCARA DEL 47%, SU QUELLO LIBERO ELETTRICITA’ AUMENTA DEL 22,5%

Una batosta per i consumatori italiani e una nuova stangata in arrivo sulle bollette energetiche. Così il Codacons commenta l’impennata dell’inflazione che a settembre sale al +4,2% su base annua.
In base allo studio realizzato dall’associazione, un tasso al 4,2% equivale, a parità di consumi e considerata la spesa totale annua degli italiani, ad una stangata da +1.389 euro annui per la famiglia “tipo”, che raggiunge i +1.918 euro per un nucleo con due figli.
Sul banco degli imputati ancora una volta finiscono i beni energetici, con i rialzi delle tariffe di luce e gas che stanno trainando l’inflazione impattando sui prezzi al dettaglio di numerosi comparti – analizza il Codacons – Il gas schizza letteralmente alle stelle, con le tariffe che sul mercato tutelato registrano un incremento annuo del +47% e del +16,7% sul mercato libero. Per l’elettricità l’istituto di statistica registra a settembre rincari medi del +22,5% sul mercato libero, mentre su quello tutelato (+9,7%) il dato ancora non risente degli aumenti decisi da Arera e scattati ad ottobre.
A ciò si aggiunge l’emergenza carburanti, col gasolio rincarato nell’ultimo mese del +34,9% su anno, +21,8% la benzina.
Gli italiani devono prepararsi ad una nuova stangata invernale – avvisa il Codacons – Al di là del rialzo del tasso medio di inflazione le tariffe energetiche sono tornate a livelli stellari, un incremento che si registra alla vigilia della stagione termica, quando cioè aumentano i consumi energetici delle famiglie, rendendo le bollette sempre più pesanti e insostenibili.

Evento Vita Digitale e Dati Personali

Martedì 20 ottobre 2026 il Garante per la protezione dei dati personali incontra le associazioni dei consumatori per fare il punto su come vengono usati i nostri dati nella vita di tutti i giorni. Al centro dell’incontro ci sono intelligenza artificiale, telemarketing aggressivo, credit scoring, fascicolo sanitario elettronico e gli strumenti che ogni cittadino ha per difendersi.
Sono temi che conosciamo bene, perché arrivano ogni settimana ai nostri sportelli: telefonate commerciali che non si fermano nemmeno dopo l’iscrizione al Registro delle Opposizioni, cambi di fornitore luce e gas mai richiesti, finanziamenti negati senza una spiegazione chiara.

Codacons sarà presente con l’avvocato Gianluca Di Ascenzo, che alle 12.00 interviene nel panel dedicato a come rivolgersi al Garante e quali strumenti di tutela usare.
L’appuntamento è dalle 9.30 alle 13.15 all’Auditorium della Tecnica, in Viale Umberto Tupini 65 a Roma. Per partecipare basta scrivere a eventi@gpdp.it.

POVERTA’, CODACONS: IN 10 ANNI AUMENTANO GLI INDIVIDUI POVERI, SONO 837MILA IN PIU’ RISPETTO AL 2015

15 Ottobre 2026

POVERTA’, CODACONS: IN 10 ANNI AUMENTANO GLI INDIVIDUI POVERI, SONO 837MILA IN PIU’ RISPETTO AL 2015

+523MILA FAMIGLIE IN CONDIZIONE DI POVERTA’. PESANO INFLAZIONE, GUERRE E CARO-ENERGIA

Nel 2025 il numero di famiglie in condizione di povertà assoluta risulta stabile sul 2024, ma l’andamento degli ultimi 10 anni rivela una crescita sensibile dei cittadini poveri che sono oggi 837mila in più rispetto al 2015. Lo afferma il Codacons, commentando il report diffuso dall’Istat.
In base ai numeri dell’istituto di statistica nel 2015 le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta erano 1.582.000, pari a 4.598.000 individui. Nel 2025 il numero è salito rispettivamente a 2.105.000 famiglie e 5.435.000 persone. Questo significa che rispetto a 10 anni fa si contano 523mila famiglie in più in condizione di povertà assoluta, e ben 837mila individui in più – analizza il Codacons.
Nello stesso periodo l’incidenza della povertà assoluta passa dal 6,1% delle famiglie residenti del 2015 all’8% del 2025, mentre la popolazione povera sale dal 7,6% al 9,3%.
Numeri che dimostrano in tutta la loro drammaticità come guerre, inflazione e caro-energia abbiano spinto una fetta di famiglie verso la soglia di povertà, riducendo redditi e capacità di spesa e aggravando le difficoltà economiche di una parte della popolazione – conclude il Codacons.

NUOVO CODICE DELLA STRADA, CODACONS: CON RIDUZIONE MULTE TAGLIOLA PER COMUNI

14 Ottobre 2026

NUOVO CODICE DELLA STRADA, CODACONS: CON RIDUZIONE MULTE TAGLIOLA PER COMUNI

NEGLI ULTIMI 5 ANNI SANZIONI STRADALI HANNO PORTATO 8,5 MILIARDI DI EURO NELLE CASSE DEGLI ENTI LOCALI, IN MEDIA 142 EURO A CITTADINO, NEONATI COMPRESI

La generalizzata riduzione degli importi delle sanzioni stradali prevista dal nuovo Codice della strada approvato dal Consiglio dei ministri rischia di rappresentare una tagliola per i Comuni, riducendo l’entità delle entrate garantite ogni anno dalle multe elevate agli automobilisti. Lo afferma il Codacons, che ricorda come le contravvenzioni per violazioni al Codice della strada costituiscano un vero e proprio tesoretto per le casse delle amministrazioni locali.
In base al “Dossier multe” realizzato dal Codacons, negli ultimi 5 anni gli automobilisti italiani hanno versato nelle casse degli enti locali un totale di 8,5 miliardi di euro a titolo di sanzioni per violazione al Codice della strada.
Per Province, Comuni, Città metropolitane e Unioni di comuni nel 2021, anno ancora caratterizzato dai limiti alla circolazione imposti dall’emergenza Covid, le entrate sono state pari a 1,2 miliardi di euro, salite a 1,6 miliardi nel 2022, 1,77 miliardi nel 2023, arrivando a 1,98 miliardi del 2024, per poi calare lievemente nel 2025 a 1,90 miliardi – rivela il Codacons.
Solo i piccoli Comuni con meno di 5mila abitanti hanno incassato negli ultimi cinque anni quasi 500 milioni di euro grazie alle sanzioni stradali, 593 milioni i Comuni tra 5mila e 10mila abitanti, 791 milioni quelli tra 20mila e 60mila abitanti. Il conto balza a quasi 1,4 miliardi di euro se si analizzano le entrate dei Comuni tra 20mila e 60mila abitanti, stessa cifra per quelli tra 60mila e 250mila abitanti, mentre le entrate volano a 2,8 miliardi tra il 2021 e il 2025 per i grandi Comuni, quelli con oltre 250mila residenti.
Parte dei proventi sono garantiti dagli autovelox: lo studio del Codacons evidenzia come solo nelle principali 21 città italiane, tali apparecchi abbiano garantito alle casse dei Comuni proventi per complessivi 306,5 milioni di euro negli ultimi 5 anni. In testa agli incassi Firenze, con 86 milioni di euro tra il 2021 e il 2025, seguita da Milano con 52 milioni di euro e Genova e Bologna con circa 30 milioni.
Complessivamente, quindi, gli italiani hanno pagato negli ultimi 5 anni circa 8,5 miliardi di euro a titolo di sanzioni stradali: in pratica – calcola il Codacons – una media di 142 euro a cittadino residente, neonati compresi. Entrate che ora, con il ridimensionamento degli importi delle sanzioni stradali previsto dal nuovo Codice della strada, potrebbero subire un sensibile calo.

NUOVO CODICE DELLA STRADA, CODACONS: INTERVENIRE SU IMPORTO MULTE NON MIGLIORA LA SICUREZZA STRADALE

13 Ottobre 2026

NUOVO CODICE DELLA STRADA, CODACONS: INTERVENIRE SU IMPORTO MULTE NON MIGLIORA LA SICUREZZA STRADALE

MISURE DEL NUOVO CODICE SONO FUMO NEGLI OCCHI. SERVONO CONTROLLI A TAPPETO SUL TERRITORIO E LOTTA AL FAR WEST STRADALE NELLE CITTA’

Ridurre o aumentare gli importi delle sanzioni non migliora la sicurezza stradale nelle nostre città, e le misure previste nel nuovo Codice della strada non sembrano andare nella direzione giusta. Lo afferma il Codacons, commentando l’approdo del decreto in Consiglio dei ministri.
La riduzione generalizzata degli importi delle multe stradali di certo non spingerà gli automobilisti a prestare più attenzione alle regole, ma più in generale le novità del Codice della strada appaiono più come fumo negli occhi che come reali interventi in favore degli utenti delle strade e della sicurezza – spiega il Codacons – La verità è che in assenza di controlli sul territorio qualsiasi nuova disposizione rimane sulla carta e non produce alcun effetto concreto: basti pensare all’esperienza dei monopattini, con le regole su casco, divieti di circolazione, divieto di trasportare passeggeri, limiti di velocità, costantemente violate nel nostro Paese.
Ciò che davvero serve non è cambiare le norme del Codice della strada, ma ottenere il rispetto di quelle che già esistono, prevedendo controlli a tappeto contro i trasgressori e lottando contro il far west stradale che caratterizza le nostre città – conclude il Codacons.

BOLLETTE, ALLO STUDIO PROROGA A FINE 2027 DI TUTELE GRADUALI PER L’ENERGIA. CODACONS: BENE MASE, CON PROROGA SI EVITA STANGATA SU UTENTI

12 Ottobre 2026

BOLLETTE, ALLO STUDIO PROROGA A FINE 2027 DI TUTELE GRADUALI PER L’ENERGIA. CODACONS: BENE MASE, CON PROROGA SI EVITA STANGATA SU UTENTI

L’annuncio del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica circa la possibile proroga fino al 31 dicembre 2027 del Servizio a tutele graduali accoglie in pieno la richiesta del Codacons, associazione che proprio oggi aveva evidenziato i rischi della fine del Stg per le tasche degli utenti fornendo i numeri su rincari cui andavano vanno le famiglie dal prossimo 1° aprile.
Apprezziamo l’apertura del Mase che di fatto riconosce l’allarme rincari lanciato dal Codacons valutando, alla luce della delicata situazione economica, la proroga del Servizio a tutele graduali – spiega l’associazione – Ora ci aspettiamo che dalle parole si passi ai fatti, perché la fine delle tutele graduali rappresenterebbe una nuova stangata per milioni di consumatori, considerando che oggi il Servizio consente risparmi evidenti rispetto al mercato libero, forbice che si allarga sempre di tutto con i forti rialzi dei prezzi energetici registrati sui mercati.
In base alle elaborazioni del Codacons, le tutele graduali hanno consentito un risparmio medio in bolletta del 36% rispetto alle offerte a prezzo variabile, del 26,5% sulle offerte a prezzo fisso e del 13,8% sul tutelato.

CONSUMI: ECCO COME CAMBIA LA SPESA DEGLI ITALIANI. CRESCONO PIATTI PRONTI, SCENDONO ABBIGLIAMENTO E CALZATURE

11 Ottobre 2026

CONSUMI: ECCO COME CAMBIA LA SPESA DEGLI ITALIANI. CRESCONO PIATTI PRONTI, SCENDONO ABBIGLIAMENTO E CALZATURE

IN 10 ANNI SPESA ALIMENTARE SALE DEL 25%, QUELLA PER RISTORANTI E ALBERGHI CRESCE DI UN TERZO (+33%), MA SI RIDUCONO SPETTACOLI E CULTURA (-16,7%)

I consumi degli italiani hanno subito profonde modifiche negli ultimi 10 anni, con cambiamenti climatici, guerre e caro-energia che hanno influito sulla spesa delle famiglie. Lo afferma il Codacons, che sulla base dei dati Istat ha realizzato uno studio mettendo a confronto i consumi dei cittadini tra il 2015 e il 2025.
Il primo dato che emerge dalla ricerca è quello relativo alla spesa alimentare, per la quale gli italiani spendono in media il 25% in più rispetto a 10 anni fa – evidenzia l’associazione – Per cibi e bevande analcoliche l’esborso mensile passa infatti dai 441 euro mensili del 2015 ai 552 euro del 2025, pari ad una maggiore spesa annua da +1.326 euro a famiglia.
L’incremento più consistente riguarda piatti pronti e preparazioni alimentari, che nel periodo in esame registrano un boom del 254%, pari ad una maggiore spesa da 307 euro annui a nucleo, mentre per caffè e cacao le famiglie spendono in media il 67% in più (+99 euro annui), e quasi il +38% per oli e grassi (+65 euro annui); per carni e verdure la spesa sale di quasi il 20%, +21% zucchero e dolciumi, +17% latte, uova e formaggi, +14% il pane.
Questo però non significa che la dispensa degli italiani sia oggi più piena rispetto a 10 anni fa – avvisa il Codacons – La maggiore spesa sostenuta dalle famiglie è infatti da attribuire ai pesanti rincari dei prezzi che hanno investito il comparto alimentare negli ultimi anni, tra cambiamenti climatici che hanno fatto schizzare alle stelle le quotazioni delle materie prime (dal caffè al cacao), guerra in Ucraina che ha portato a rialzi per cereali, latticini e oli, e caro-energia scaricato sui listini finali al pubblico.
Nello stesso periodo infatti la spesa non alimentare registra un incremento molto più contenuto e pari al +8,4%: qui alcune voci segnano addirittura un decremento. Rispetto a 10 anni la spesa per il comparto ricreazione, spettacoli e cultura diminuisce del -16,7%, pari in media ad un minor esborso da 253 euro annui a famiglia – calcola il Codacons – quella per abbigliamento e calzature scende del -9% (-125 euro annui), mentre la spesa per tabacchi e bevande alcoliche si ridimensiona del -4,1% (-22 euro annui circa). Per abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili ogni famiglia spende circa l’11% in più (+1.180 euro annui), +10,7% per i trasporti (+341 euro annui). L’aumento più sostanzioso, tuttavia, si registra per la voce servizi ricettivi e di ristorazione, per la quale le famiglie spendono un terzo in più rispetto a 10 anni fa (+33,7%, +495 euro annui). E non certo perché gli italiani viaggino di più: il comparto turistico, complice la pandemia Covid e il caro-bollette, è tra quelli che ha registrato i più forti incrementi dei listini negli ultimi anni – conclude l’associazione.

PRODUZIONE INDUSTRIALE, CODACONS: PER BENI DI CONSUMO NONO CALO CONSECUTIVO

9 Ottobre 2026

PRODUZIONE INDUSTRIALE, CODACONS: PER BENI DI CONSUMO NONO CALO CONSECUTIVO

PER QUELLI DUREVOLI PROSEGUE CROLLO VERTICALE: -8,4% NEI PRIMI 8 MESI DELL’ANNO

Continua la debacle dell’industria italiana con i principali raggruppamenti che, ad eccezione dell’energia, registrano ad agosto una flessione sia su base mensile che su base annua. Lo afferma il Codacons, commentando i numeri dell’Istat.
I dati confermano come l’attuale situazione di crisi sia incidendo negativamente sull’industria italiana, con la produzione che registra un generalizzato peggioramento rispetto al 2025 – analizza il Codacons – In particolare i beni di consumo risultano in diminuzione per il nono mese consecutivo (-4,4% su anno), con quelli durevoli che segnano un tracollo del -8,4% nei primi otto mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2025.
Dati che, temiamo, sono destinati a peggiorare come conseguenza della perdurante crisi in Medio Oriente e della forte crescita dei prezzi energetici registrata nell’ultimo mese, che si associa all’escalation dei carburanti e alla nuova fiammata dell’inflazione – conclude il Codacons.

ISTAT, CODACONS: NEL 2025 ITALIANI CONTINUANO A TAGLIARE LA SPESA, UNA FAMIGLIA SU 3 RIDUCE ACQUISTI ALIMENTARI, 1 SU 4 LA SPESA IN SANITA’

8 Ottobre 2026

ISTAT, CODACONS: NEL 2025 ITALIANI CONTINUANO A TAGLIARE LA SPESA, UNA FAMIGLIA SU 3 RIDUCE ACQUISTI ALIMENTARI, 1 SU 4 LA SPESA IN SANITA’

FORTISSIME DIFFERENZE SUL TERRITORIO: A BOLZANO SPESA MEDIA FAMIGLIE PIU’ ALTA DELL’84% RISPETTO ALLA PUGLIA

Anche nel 2025 gli italiani continuano a tagliare la spesa alimentare, al punto che quasi un nucleo su tre (il 29,4% del totale) ha ridotto sia la quantità, sia la qualità dei cibi acquistati. Lo afferma il Codacons, commentando il report diffuso oggi dall’Istat.
Nel 2025 la spesa per consumi delle famiglie rimane sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, ma i dati dell’Istat evidenziano come, per far fronte all’aumento dei prezzi, gli italiani abbiano modificato profondamente le proprie abitudini – spiega l’associazione – Oltre ai tagli nel settore alimentare, il 45,1% delle famiglie dichiara infatti di aver cambiato i propri comportamenti di acquisto nel settore dei viaggi, mentre quasi il 32% dei nuclei ha modificato la spesa in carburanti. Una famiglia su 4 (il 25,4% del totale), invece, ha affermato di aver operato tagli nel settore della sanità.
Se poi si guarda alle differenze sul territorio, queste appaiono abissali: a Bolzano, città che segna i valori più elevati del 2025 pari a 3.632 euro mensili a famiglia, la spesa per consumi risulta più elevata dell’84% rispetto alla Puglia (1.974 euro mensili), con una differenza di quasi 1.660 euro mensili a nucleo.
I dati dell’Istat dimostrano da un lato come gli incrementi di listini al dettaglio e tariffe influiscano profondamente sui comportamenti economici dei consumatori, costringendoli a strategie di sopravvivenza per far quadrare i conti a fine mese, dall’altro come l’Italia sia spezzata in due sul fronte della spesa per consumi, col Mezzogiorno che continua ad arrancare – commenta il Codacons – Dati purtroppo destinati a peggiorare nel 2026, a causa di caro-carburanti, energia alle stelle e inflazione che stanno sconvolgendo la spesa delle famiglie.